Mecenatismo culturale nel Veneto
Censimento delle iniziative di mecenatismo culturale delle imprese venete


In considerazione di quanto il Veneto sia un territorio connotato da un importante e diffuso tessuto imprenditoriale e allo stesso tempo da una considerevole vocazione culturale, si è ritenuto che questa regione potesse essere assunta come un caso esemplare per l’avvio di un progetto pilota di censimento delle attività di mecenatismo culturale svolte dalle aziende del territorio. Sulla base del protocollo d’intesa siglato tra Confindustria Veneto e la Regione del Veneto, si è perciò avviato una campagna conoscitiva sul fenomeno del “mecenatismo culturale”, che mettesse in luce la variegata, e spesso poco conosciuta, panoramica di interventi delle aziende in ambito culturale e sociale, relativa soprattutto a realtà aziendali di dimensioni medio – piccole.
L’indagine svolta ha avuto il principale scopo di fornire una mappatura quantitativa e qualitativa degli investimenti effettuati dalle aziende del Veneto in ambito culturale, al fine di:
· far emergere dimensioni e connotazioni del fenomeno;
· censire e identificare un patrimonio culturale (costituito da archivi, musei aziendali, collezioni, prodotti, ma anche attività ad essi legate) fino ad oggi per lo più sconosciuto e scarsamente percepito come tale;
· stimare l’impatto sul territorio degli investimenti culturali effettuati dalle aziende;
· valutare la soddisfazione delle imprese in questo settore e quindi la propensione a proseguire e rafforzare ulteriori iniziative di mecenatismo culturale.

La ricerca è stata condotta dalla società Impact srl - spin-off dell’Università degli Studi di Padova specializzata nelle tematiche inerenti la conoscenza e la valorizzazione delle diverse componenti del patrimonio industriale – su un campione di aziende in significativa rappresentanza del mondo imprenditoriale veneto (diverse province, dimensioni e settori produttivi). Sono stati raccolti 263 questionari compilati di cui più di 2/3 (il 77%) dichiara l’investimento in uno o più ambiti inerenti la cultura e la sua valorizzazione.
Dall’indagine sono emersi una serie di aspetti: ampia diffusione - 54% delle aziende rilevate - di componenti patrimoniali (archivi, collezioni di prodotto, strumenti ed altro) suscettibili di assumere lo status di “beni culturali”; notevole presenza interna alle aziende di spazi dedicati alla cultura (musei aziendali, spazi espositivi o dedicati ad attività sociali); equilibrata distribuzione degli investimenti culturali “esterni” all’azienda nei diversi settori indicati (spettacoli teatrali, musicali, ecc; prodotti editoriali; design e prodotti multimediali; eventi legati alle tradizioni locali; sponsorizzazioni tecniche). Da un’analisi più dettagliata delle iniziative elencate si è potuto valutare quanto l’investimento economico fosse di supporto ad attività proposte e realizzate all’esterno, e quanto invece riferito a vere e proprie iniziative di “produzione” culturale.
Alla luce dei dati emerge dunque che questa pratica costituisce un fenomeno diffuso a tutti i livelli dimensionali e territoriali e non è prerogativa delle imprese più grandi (pure esistenti e attive per oltre il 10% del campione rilevato), dotate di maggiori risorse e di un’abitudine più radicata ad interventi in questo settore. Inoltre la continuità degli interventi nel tempo (per il 60% regolari o assidui) appare elevata e strettamente correlata all’elevato grado di soddisfazione (80%) nei riguardi dell’investimento effettuato.
L’entità degli investimenti varia considerevolmente in rapporto alle iniziative e alle dimensioni dell’impresa, mentre la principale categoria di destinatari a cui si rivolgono le iniziative è la cittadinanza/collettività soprattutto in ambito regionale. Il dato è in linea con quello che è il ritratto dell’azienda mecenate che investe nella regione (44%): ovvero la piccola impresa che si rivolge al territorio in cui opera e che diventa un attore strategico del suo sviluppo in senso integrale. La percentuale di ricaduta in ambito nazionale (32%) e internazionale (17%) indica tuttavia una consapevolezza nel potersi relazionare ad un ambito di riferimento più ampio, investendo sull’attrarre, ad esempio, visitatori e/o turisti stranieri.
Infine la non diretta correlazione tra investimento effettuato e livello di soddisfazione come ritorno economico e d’immagine potrebbe evidenziare che in gran parte le attività siano più di “vero” mecenatismo sollecitato dal territorio che di “investimento” legato a precise strategie di impresa.

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