Museo Veneto delle Campane
Villa Fogazzaro Colbachini - Via A. Fogazzaro, 3 Montegalda (Vi)

La Villa
Lontano dagli strepiti del mondo, adagiato su morbidi declivi e protetto da sette colli vive il paese di Montegalda: una perla naturalistica impreziosita da ville ed edifici storici incastonati tra i delicati profili collinari e le sinuosità del Bacchiglione a tratti vorticoso, a tratti placido.
Proprio a Montegalda,seminascosta da una ricca e curata vegetazione, tra le ultracentenarie magnolie, riverita da una bicentenaria e nodosa Sophora Japonica, emerge la sobria facciata di Villa Fogazzaro-Colbachini, elegante e leggera nella sua veste neoclassica, che in realtà nasconde agli occhi del visitatore di passaggio un complesso architettonico dalle eccezionali proporzioni. La proprietà affonda le sue radici nella prima metà del ‘400 quando l’intero podere apparteneva alla Repubblica Serenissima di Venezia che, con un atto di donazione inter vivos trasferirà l’intera tenuta alla famiglia Chiericati cui seguirà, nella prima metà del ‘600, la famiglia Caldogno. L’attuale complesso architettonico è sorto da un precedente casino villereccio del ‘600 che Giovanni Antonio Fogazzaro amplierà nel metà dell’800 attraverso un’articolata ala laterale realizzata dal giovane architetto Antonio Caregaro Negrin: passeggiare oggi nel parco di Villa Fogazzaro-Colbachini è come entrare nella dimensione estetico-paesaggistica di Piccolo mondo moderno.
L’ampliamento voluto dai Fogazzaro non è immediatamente visibile e si manifesta nella sua reale estensione solo se si percorre la proprietà padronale nel suo intero perimetro che si snoda su più livelli. Con l’estensione della villa (1846) furono avviati anche i lavori per la realizzazione di un parco romantico e di un giardino all’italiana, frutto della sensibilità e del gusto estetico di uno zio di Antonio Fogazzaro, Don Giuseppe, appassionato botanico, la cui lungimiranza gli suggerì di mantenere una parte del parco allo stato pressoché selvatico. Una cornice naturale che si trova in sintonia perfetta con le suggestioni pittorico-paesaggistiche fosche e tardo romantiche che compaiono frequenti nei testi di Antonio Fogazzaro.
Il recupero architettonico e paesaggistico è stato il risultato di un accurato restauro avviato nel 1990, attraverso il quale si è potuta donare nuova e preziosa linfa vitale proprio a quell’antica cornice che ha suggerito e accompagnato le fitte pagine di scritti lasciateci da Antonio Fogazzaro che in questa sede vergò parte del suo “Piccolo mondo moderno”. Tra la fitta e ordinata vegetazione del parco dell’azienda S. Marco – storica azienda agricola, ora parco naturale - i Fogazzaro vollero un osservatorio, il Villino della Specola, che tuttora si può ammirare lungo il percorso che porta alla sommità del monte Roccolo, da dove lo sguardo può agevolmente abbracciare nella sua ampiezza tutta la proprietà e il complesso architettonico del quale fanno parte anche la torretta da caccia, immersa nella fitta vegetazione boschiva, e la fattoria col porticato ad archi.

Il Museo
Parte di Villa Fogazzaro-Colbachini è ora sede del Museo Veneto delle Campane, la più ricca e curata collezione di campane in Italia, ormai prossima a divenire la più grande in Europa. Vi sono ospitati più di 200 esemplari che decorarono chiese, templi e palazzi non solo d’Italia, ma anche di Francia, Germania, Cina, India, Birmania e Thailandia.
Sorge a coronamento di più di 250 anni di attività artigiana della Fonderia Colbachini, nata nel 1745 e nel 1898 insignita del titolo di Fonderia Pontificia. Il Museo,che può contare sull’assidua collaborazione di appassionati e cultori della materia, si articola in 5 sale: Dalle campane cinesi all’Età Moderna (Sala1), Sala dei Fonditori Veneti (Sala2), Sala della Navigazione (Sala3), Sala delle Curiosità (Sala4).Il percorso si conclude nel Salone della Fonderia Statica (Sala5) che illustra al visitatore il metodo tradizionale attraverso il quale si realizza una campana, dal modello in terracotta all’oggetto finito. Previa prenotazione, si possono visitare anche lo storico parco romantico e il giardino all’italiana voluti dalla famiglia Fogazzaro. Ricca è la documentazione di bozzetti di fregi e di progetti di riparazioni di campanili danneggiati che compone l’ antico archivio della Fonderia: sorprendenti abilità artigiane che nella loro originalità e qualità tecnica emozionano come vere e proprie opere d’ arte. Lunga tradizione artigiana della Fonderia, qualità dei suoi prodotti e antichità dei suoi esemplari, si sommano al significato storico che gli esemplari esposti assumono. La data e le iscrizioni che portano incise, il materiale di cui sono fatte, il luogo nel quale sono state ritrovate, i segni inferti dal tempo o da altri eventi, sono infatti tracce della nostra storia che ha segnato con le sue trasformazioni sociali, politiche, religiose ed economiche, la superficie bronzea della campana.
Campane carambolescamente sfuggite a scempi o a fusioni belliche, campane tolte ai campanili per regimi che
imposero l’ ateismo di stato ( a questo proposito è esposta una campana ucraina strappata al suo campanile per effetto della politica staliniana ), campane in ferro ( è il caso di una campana tedesca del 1921, segno della crisi economica della Germania dopo il primo conflitto mondiale ), campane forate da proiettili di guerra….. Campane, campanelli e sonagli destinati a scandire eventi esclusivamente laici, altri destinati ad annunciare riti religiosi ed eventi della quotidianità della vita dell’ uomo; campane simbolo di fede, pace, dolori e gioie e campane fuse col bronzo di vecchi cannoni… Una storia che accompagna l’uomo da più di 4000 anni.

Dal 2004 è stato avviato per le scuole uno specifico percorso didattico (“Perché suona la campana”) che, attraverso la sperimentazione immediata del suono, integra in modo articolato i contenuti dei supporti audio-video. Un viaggio che comincia nelle profondità dell’antro di Vulcano, alla scoperta dei segreti della fusione, per poi condurci alle misteriose e alte vette dei campanili rivelando sistemi di suono dai più semplici ai più complessi e a tratti spericolati: da Bologna a Sorrento, dalla Spagna all’ Inghilterra al Belgio. Un percorso atipico in un presente storico.
Musica,storia, tradizione, credenze popolari e artigianato si fondono in uno strumento che stupisce per la sua varietà di forme e suoni.
Per chi poi volesse lasciarsi incuriosire dal caleidoscopico mondo sonoro delle campane, dal 2004 il Muvec (Museo Veneto delle Campane) propone inconsueti concertini di campanelli (Handbells londinesi) ospitati all’interno del museo oppure all’aperto, lungo le sponde del laghetto del parco romantico. Si tratta ormai di un appuntamento irrinunciabile, vista la simpatia e la calorosa accoglienza che ad ogni concerto viene riservata agli 8 giovanissimi suonatori che in ogni occasione sorprendono l’attento pubblico e soprattutto i più piccoli, rapiti da quelle delicate armonie che magicamente sembrano prodursi dal nulla, frutto di un semplice e magistrale cenno di polso.
Le attività museali spaziano quindi dai concertini di campanelli ai concerti di classica, passando attraverso
manifestazioni a tema che valorizzano colori, profumi e tradizioni. Un viaggio privilegiato in un’oasi di bellezze paesaggistiche e architettoniche sapientemente conservate e valorizzate.
Luogo di silenzio e meditazione, così doveva essere Mons Gaudii,l’antica Montegalda. Sede prediletta per le soste estive di ricche famiglie nobiliari, nelle cui dimore, come nel caso di Villa Fogazzaro-Colbachini, oggi si rinnova in chiave moderna lo spirito vitale che le ha fatte sorgere nella pace di un lontano e incantato piccolo mondo antico.
Chiara Donà
(Direttrice Muvec)
Per informazioni e contatti:

www.muvec.org

info@muvec.it

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